Post di Maria Rita Milesi

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Psicoterapeuta e un pochino scrittrice☺️(autrice di 📕”La neve di primavera” 🦢Bertoni ed. 2020)

📌 Interpretazione e spiegazione nel trattamento psicoanalitico L’interpretazione è al centro della dottrina e della tecnica psicoanalitica. Il rischio è che tale strumento si configuri come una mera operazione intellettualistica, incapace di attivare nel paziente la ricerca di un senso capace di produrre trasformazioni. Come porsi affinché l’interpretazione possa essere davvero feconda, operativa e utilizzabile da parte del paziente? In questo articolo alcune riflessioni in merito al carattere esplicativo dell'interpretazione 👇 https://lnkd.in/d_geT3hK

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Dott. Bruno Oddone

Professore in Università della Repubblica/Psicoanalista e Psicoterapeuta in Clinica di Psicologia/ Master in studi avanzati in Filosofia. Dott. in scienze umane, discorso e cultura. bgandini@psico.edu.uy

10 mesi

Grazie per socializzare. Mi chiedo solo questo: cosa c'è sotto l'inter-pretazione? Direi: la comprensione. Quindi: com-prender per inter-pretar. Il - è il "tra" tra analista e paziente, o tra la vita e la morte, o tra il giorno e la notte. Saluti.

Umberto Parisella

Psicologo - Psicoterapeuta; docente di Scienze Umane presso Liceo J.Joyce

10 mesi

Ottimo articolo sull'uso terapeutico dell'interpretazione!👌

Simone Mannori

Senior Scientist at ENEA Frascati

10 mesi

Purtroppo, la prima parte dell'articolo va ben oltre le mie attuali competenze. La seconda invece è molto più fruibile. Sulla base della mia esperienza (come paziente) ci sono due modalità. (1) L'Analista chiede al Paziente di fare certe cose, ma non fornisce spiegazioni. Se le cose vanno per il verso giusto, sarà il paziente a capire da solo. (2) l'Analista fornisce delle spiegazioni. Questa modalità è "fuori dal protocollo". A volte può essere utile: certe volte una spiegazione mi serve per creare la motivazione. A braccio, direi che (1) è la strada maestra. "Perché, perché... troppe domande fai tu." [cit. Maestro Yoda]. Per farla corta: il comportamento delle persone non è prevedibile; le cose importanti si capiscono solo a posteriori; inutile arrovellarsi su previsioni che poi non si avvereranno. L'analisi non è una mera operazione intellettuale. L'analisi può diventare una forgia per la mente, ovvero passare da un metallo fragile e danneggiato a l'acciaio di una katana. Ma ci vuole tempo. E impegno.

Riccardo Cocchi

Psichiatra Psicoterapeuta, Dottore di Ricerca (Ph.D.) in Psicoterapia, Antropologo Culturale

10 mesi

Che bell'articolo! Lascia una piacevole prospettiva su più fronti, ad esempio quello della "interpretazione silenziosa" e delle "costruzioni in analisi' Grazie mille per questa preziosa condivisione

Roberto Tallerini

Responsabile Dipartimento Psicosintesi Terapeutica presso Scuola di Specializzazione "H. Bernheim"

10 mesi

L'interpretazione richiama il lavoro dell'interprete che "traduce" da una lingua ad un altra per permettere un "conversazione", una comunicazione. Il terapeuta attinge per conoscenze ed esperienza dai linguaggi dell'inconscio e cerca di "tradurli" alla persona che in quel momento chiede ed ha bisogno di quella traduzione. Grazie per lo stimolante e molto interessante articolo!!!

Chi interpreta chi? Lacan parlava di “ soggetto supposto sapere “ per definire il percepito dall’ analizzante il quale è guidato dalle innumerevoli resistenze. Quindi una relazione impossibile. Cesare Musatti diceva che l’analisi finisce quando il paziente non ti manda più gli auguri a Natale,quindi altro disconoscimento. Freud stesso quando parla dell’analisi interminabile affida “ l’interpretazione “ all’esperienza di unicità dell’analizzante.

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