Cyberpunk 2025 [EN] [IT]
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Cyberpunk is a genre of pessimistic and dystopian science fiction in which humanity struggles to live up to its capacity for technological development on an individual and collective level. Good science fiction has always been valuable for reflecting on the present by building scenarios similar to thought experiments to ask better questions.
It seems to me that there are the first signs of a potential chaotic and failed cyberpunk scenario by the end of the century. These are themes that for anagraphic reasons should interest especially those born after 2000, but each in their own small way can contribute to not going off course.
From this specific perspective, the human being is a particular living phenomenon equipped with a set of cognitive abilities that predispose it to develop language, interpersonal knowledge and technology. These very powerful abilities are however on average faster and easier than metacognitive skills, which serve to increase awareness, knowledge and the development of one's way of functioning on a motivational, cognitive, belief, relational and behavioral level.
Adopting an evolutionary perspective, we are hominids who have just emerged from the state of hunter-gatherers full of automatisms, biases and motivational systems archaic for our current technological power.
The problem is not technology per se. Life beyond a certain level of intelligence and self-awareness is intrinsically technological. The hominids from which our species derives were already technological animals. Beyond a certain level of complexity, technology is indispensable and inevitable. The point, the challenge is how to co-evolve with technology.
This is why I find the cyberpunk genre very interesting and current. Immersing ourselves in those chaotic, nihilistic, dystopian contexts, as well as in the ethical and existential doubts of the characters allows us to reflect on our current relationship with technology.
The intuitions of cyberpunk authors warn us that if we continue to overcompensate for our psychological, cultural, social, relational and existential limits, through technological development, we will not build a beautiful world to live in.
Using spoken and written language, living in complex societies with high technological development, we delude ourselves into thinking we are evolved. Are we sure? What are the motivational systems and average behaviors of us humans in developed countries? Little more than hunter-gatherers with their personal and tribal survival goals, ready to go to war as soon as things go a little badly and with a low will and ability to know and change our way of being (which is the origin of every problem and solution).
We forget that our body-mind creates the technology we will use, the beliefs and knowledge we will live in.
Taking up the famous parable of the finger pointing at the moon, we should stop focusing only on the technological finger to observe that our psyche is pointing at the moon.
It is not enough to be born Homo to be Sapiens.
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Il cyberpunk è un genere della fantascienza pessimista e distopico in cui l'umanità fatica ad essere all'altezza della sua capacità di sviluppo tecnologico sul piano individuale e collettivo. La buona fantascienza è sempre stata preziosa per riflettere sul presente costruendo scenari simili ad esperimenti mentali per porsi migliori domande.
Mi sembra che ci siano le prime avvisaglie di un potenziale scenario caotico e fallimentare cyberpunk entro fine secolo. Sono temi che per questioni anagrafiche dovrebbero interessare soprattutto i nati dopo il 2000, ma ciascuno nel suo piccolo può dare un contributo a non sbagliare la rotta.
Da questa prospettiva specifica l'essere umano è un particolare fenomeno vivente dotato di un insieme di capacità cognitive che la predispongono a sviluppare linguaggio, conoscenza interza persona e tecnologia. Queste potentissime capacità sono però mediamente più veloci e facili rispetto alle competenze metacognitive, che servono ad incrementare la consapevolezza, la conoscenza e lo sviluppo del proprio modo di funzionare sul piano motivazionale, cognitivo, delle credenze, relazionale e comportamentale.
Adottando una prospettiva evoluzionistica, siamo ominidi appena usciti dallo stato di cacciatori raccoglitori pieni di automatismi, bias e sistemi motivazionali arcaici per la nostra attuale potenza tecnologica.
Il problema non è la tecnologia di per sé. La vita superato un certo livello di intelligenza e autocoscienza è intrinsecamente tecnologica. Già gli ominidi dai quali deriva la nostra specie erano animali tecnologici. Superato un certo livello di complessità la tecnologia è indispensabile e inevitabile. Il punto, la sfida è come co-evolvere con la tecnologia.
Per questo ritengo il genere cyberpunk molto interessante ed attuale. Immergendoci in quei contesti caotici, nichilisti, distopici, così come nei dubbi etici ed esistenziali dei personaggi ci permette di riflettere sul nostro attuale rapporto con la tecnologia.
Le intuizioni degli autori cyberpunk ci avvertono che se, tramite lo sviluppo tecnologico, continueremo a compensare in modo eccessivo i nostri limiti psicologici, culturali, sociali, relazionali ed esistenziali non costruiremo un bel mondo in cui vivere.
Usando il linguaggio parlato e scritto, vivendo in società complesse e dall'elevato sviluppo tecnologico ci illudiamo di essere evoluti. Siamo sicuri? Quali sono i sistemi motivazionali i comportamenti medi di noi umani nei paesi sviluppati? Poco più di cacciatori raccoglitori con i loro obiettivi di sopravvivenza personali e tribali, pronti a fare la guerra appena le cose vanno un pò male e con una bassa volontà e capacità di conoscere e cambiare il proprio modo di essere (che poi è l'origine di ogni problema e soluzione).
Ci dimentichiamo che il nostro corpo-mente crea la tecnologia che useremo, le credenze e conoscenze in cui vivremo.
Riprendendo la famosa parabola del dito che punta la luna, dovremmo smettere di concentrarci solo sul dito tecnologico per osservare che indica luna la nostra psiche.
Non basta nascere Homo per essere Sapiens.