L’agricoltura è una grande risorsa e opportunità di sviluppo per la Sicilia ed è per questo che io credo che sia necessario il “Made in Sicily”.
Oggi il mondo è cambiato e cambierà sempre più velocemente.
Tutti siamo costretti a reinventarci. Oggi i mercati vengono invasi da merce che proviene da paesi dove il costo della vita è infinitamente più basso. I ricchi mercati richiedono però una alta qualità che questi prodotti non possono dare, richiedono una certificazione che questi non hanno.
Ecco che la nostra agricoltura ed i nostri prodotti possono avere di nuovo una alternativa: io credo che sia necessario diffondere la cultura del “made in Sicily” nel mondo.
Cari Siciliani penso che non si possa parlare di agricoltura se questa non è supportata da una buona politica. Non si può parlare di agricoltura se non si è capaci di fare sistema, se non si è capaci di utilizzare ciò che il buon Dio ha donato alla nostra Sicilia e non si è capaci di utilizzare al 100 % le risorse che ci vengono messe a disposizione dall’Europa, se non si creano le infrastrutture viarie, marittime, ferroviarie e aeroportuali che permettano alle merci di raggiungere i grandi mercati.
Non si può fare agricoltura se non si è collegati con le nostre Università, con le facoltà di agraria , chimica, ingegneria, fisica, economia e di quando altro occorra.
Non si può prescindere dallo stornare una buona parte degli inutilizzati Dirigenti e funzionari della regione perchè istruiscano le pratiche di politica europea.
Non si può non affrontare il fenomeno della contraffazione dei nostri prodotti. Oggi la tecnologia e la rete ci permettono di fare ciò in modo semplice e con costi praticamente nulli.
Come si può parlare di agricoltura senza che vi sia un solo soggetto che rappresenti tutto il comparto?
Io propongo non un carrozzone di sottogoverno ma un dipartimento dell’assessorato all’Agricoltura, dove tutte le delibere e le attività vengano messe in rete nello stesso momento che si adottano.
I mercati si raggiungono via web, sono le merci e gli accordi che si fanno con la presenza fisica, non sono necessarie megastrutture di rappresentanza.
Come si può parlare di agricoltura se da un punto di vista informatico siamo al Medioevo? Al nord Europa la rete viaggia a velocità circa 10 volte rispetto che da noi in Sicilia, sempre che il luogo sia raggiunto dal 4G.
E’ indispensabile che la Sicilia sia servita da un’adeguata rete Internet.
Io credo nell’Agenda Digitale che deve andare di pari passo con la realizzazione della super banda larga.
È necessario utilizzare al meglio l’Acqua. Come si può fare agricoltura in una regione che non e in grado di utilizzare al meglio l’ACQUA?
Io non propongo faraonici progetti ma semplicemente il miglioramento della raccolta delle acque piovane, riducendo le perdite nelle reti e collegando le dighe per una migliore razionalizzazione e distribuzione dell’acqua.
Finora non ho parlato di prodotti specifici ma di opportunità da mettere a disposizione dei nostri produttori. La Sicilia ha molti prodotti che possono competere nei mercati internazionali e tutti di pregio. Il nostro “made in Sicily” può spaziare dalle primizie ortofrutticole, al pomodoro pachino, all’uva di alta qualità di Mazzarrone o di Canicattì, dai prodotti caseari agli oli pregiati, ai vini di altissima qualità e pregio, dalla floricoltura, ai prodotti ittici ecc.
Tutti sarebbe quasi impossibile menzionarli. Qui va sottolineata l’importanza della politica.
Per fare sistema è necessaria una buona politica che abbia idee da spendere. Una politica onesta e competente nell’amministrare la cosa pubblica e che dia orgoglio di appartenenza alla nostra isola.
Mi soffermo in ultimo su ciò che ritengo sia la parte fondamentale del mio pensiero: Noi Siciliani abbiamo una carta da giocare che non e stata mai usata, si chiama “AUTONOMIA”.
Da quando nel 1946 è stata concessa per paura che si andasse via o si chiedesse la scissione, il nostro Statuto non è mai stato applicato.
Penso e credo sia arrivato il momento di applicare in pieno lo Statuto in tutte le sue parti. Vi ricordo a mo’ di esempio ciò che avviene nella regione a statuto speciale delle Canarie della tanto disastrata Spagna, iva al 7%, gasolio a 0,88 litro e benzina a 0,98 litro ed un regime fiscale da fare invidia.
La politica deve essere in grado di dare risposte , essere innovativa e riportare l’orgoglio dell’appartenenza.
La nostra posizione nel mediterraneo è il clima favorevole che la natura ed il buon Dio ci ha dato debbono essere messi a reddito.
- Applichiamo lo statuto in tutta la sua interezza o nelle sue parti significative e iniziamo una nuova era per la nostra martoriata terra di Sicilia. #alfiodicosta