L’uso degli antibiotici in Italia: Rapporto Nazionale – Anno 2020

L’uso degli antibiotici in Italia: Rapporto Nazionale – Anno 2020

Giovedì 10 marzo 2022 è stato presentato sul canale YouTube di AIFA il Rapporto Nazionale sull’uso degli antibiotici in Italia -2020”, attinente gli antibiotici a uso umano, al fine di monitorare l’andamento dei consumi e della spesa in Italia e identificare le aree di potenziale inappropriatezza d’uso.

 Una mattinata di studio e analisi alla quale abbiamo partecipato con interesse.

Di seguito vengono riportati gli highlights che si ritengono più rilevanti ai fini della governance di questa tipologia di farmaci.

 Nel 2020 l’uso di antibiotici durante la pandemia ha rappresentato l’1,2% dei consumi e il 3% della spesa del Servizio Sanitario Nazionale. Tali dati indicano quindi che, sebbene il consumo complessivo sia in riduzione (-18,2%), l’Italia mantiene livelli superiori alla media europea.

 Il Direttore Generale Aifa Nicola Magrini raccomanda parsimonia nell’uso ottimale degli antibiotici e, relativamente ai numeri presentati, relativi alla pubblicazione dell’OsMed, Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali dell’Aifa, sottolinea il problema dell’antibiotico-resistenza. La maggior parte degli antibiotici sono usati in modo inappropriato, anche se l’indicazione per cicli si è fortemente ridotta, anche per le patologie più gravi come le polmoniti.

Magrini fa riferimento anche al rapporto dell’ECDC e dell’EMA dal quale si evince un utilizzo spropositato di antibiotici legato al Covid.

 La dr.ssa Filomena Fortinguerra dell’ufficio monitoraggio della spesa farmaceutica e rapporti con le regioni di Aifa ha sintetizzato i principali risultati dell’analisi.

Le maggiori novità del Rapporto antibiotici 2020 possono essere così riassunte:

-         Confronto europeo dati di consumo in base alla classificazione AWare dell’OMS.

-         Monitoraggio indicatori ESAC periodo 2016-2020.

-         Prescrizione nella popolazione geriatrica.

-         Antibiotici ad uso sistemico.

-         Esperienze di implementazione di programmi per la corretta gestione degli antibiotici in ospedale.

-         Ampliamento dell’analisi dell’impatto della pandemia da SARS-Cov-2 su consumo antibiotici

 Nel 2020 il consumo è stato pari a 17,7 dosi ogni mille abitanti al giorno e 814 milioni di euro è stata la spesa totale.

3 cittadini su 10 hanno ricevuto almeno una prescrizione antibiotica nel 2020. L’utilizzo è maggiore nella fascia pediatrica e negli ultraottantenni con una prevalenza maschile, invece nella fascia intermedia la tendenza si inverte: più donne degli uomini per le infezioni urinarie nelle donne.

 L’indicatore Esac che individua un valore del consumo di antibiotici di ampio spettro e/o di ultima linea, rispetto il totale del consumo di antibiotici sistemi utilizzati a livello ospedaliero, nel periodo 2016-2020 si è ridotto nel 2020.

Indicatori ESAC, convenzionata:

-         Incidenza % sul totale degli antibiotici sistemici del consumo di associazioni di penicilline, inclusi gli inibitori delle beta-lattamasi nel 2020 e variazione nel periodo 2016-2020: nel 2020 l’incidenza è del 36%.

-         Incidenza % sul totale degli antibiotici sistemici del consumo di fluorochinoloni (convenzionata) nel 2020 e variazione nel periodo 2020-2016: solo la Sardegna ha avuto un aumento di questo indicatore del 4%.

-         Rapporto tra consumo di molecole ad ampio spettro e di molecole a spettro ristretto e consumo totale di antibiotici sistemici nel 2020 e variazione nel periodo 2016-2020: questo indicatore che ha rilevato un peggioramento nel 2020. Valori peggiori nelle regioni del centro-sud. C’è stato uno spostamento delle prescrizioni verso antibiotici ad ampio spettro: macrolidi, cefalosporine.

-         Variazione stagionale del consumo di antibiotici sistemici e di chinoloni nel periodo 2013-2021: questo indicatore mostra la stagionalità dell’utilizzo di questi antibiotici. Molto di più d’inverno.

 Prescrizione pediatrica 2020: soprattutto nella fascia tra 2 e 5 anni. Soprattutto penicilline, a seguire macrolidi e cefalosporine, anche se l’utilizzo è calato rispetto all’anno precedente.

 Uso di antibiotici in geriatria nel 2020: l’uso aumenta con l’età. Gli indicatori ESAC per questa fascia di popolazione mostrano che c’è stato un miglioramento del consumo di cefalosporine e fluorochinoloni. Si è registrato invece un peggioramento del rapporto antibiotici ad ampio spettro e quelli a spettro ristretto.

 Utilizzo antibiotici negli ospedali (DDD, dose media di un farmaco assunta giornalmente, per 100 giornate di degenza): c’è stato un peggioramento nel 2020 ossia un aumento del consumo ospedaliero. Con il PNCAR si prospettava una riduzione del 5% invece nel periodo 2016-2020 c’è stato un aumento.

 Uso di antibiotici durante il COVID:

Convenzionata 2019-2021: il consumo nel 2020 è stato più basso rispetto all’uso del 2019. Questa differenza è aumentata nel periodo tra aprile-giugno 2020 che sono stati i mesi in cui erano attive le misure di contenimento contro il covid.

Strutture sanitarie pubbliche 2019-2020: registrato un picco nell’utilizzo degli antibiotici verso marzo 2020, poi si è ridotto. L’utilizzo è riaumentato nel mese di novembre 2020 (in rispetto delle due ondate della pandemia). Utilizzo di Azitromicina: si è osservato un picco nelle strutture sanitarie pubbliche a marzo 2020 poi si è abbassato in corrispondenza del fatto che si stato sconsigliato contro il Covid.

Confronto tra Italia e paesi EU: l’Italia è al di sopra della media europea per utilizzo di antibiotici (penicilline, macrolidi e glicosammine). 

 KEY messagges:

-         Nel 2020 gli antibiotici hanno rappresentato l’1,2% (17,7 DDD/1000 ab die) dei consumi e il 3% della spesa SSN (692 milioni) in Italia

-         Consumo complessivo in riduzione (-18,2%), ma superiore a media europea (territoriale: 14,7% DDD Ita vs 16,5 DDD EU/EEA, ospedaliero: 1,6 DDD Ita vs 1,9 DDD EU/EEA)

-         Assistenza convenzionata (90% consumo SSN): forte riduzione dei consumi nel 2020 (-23,6%) per tutte le classi di antibiotici

-         Assistenza ospedaliera: si conferma trend in aumento (+19,3%) dei consumi (DDD/100 gg degenza) nel 2020 (+31,1% nel periodo 2016-20), in modo particolare per carbapenemi (+36,7%), cefalosporine di III generazione (+22,8%), antibiotici rilevanti per terapia infezioni MDR (+24,6%)

-         Ampliamento del consumo di molecole ad ampio spettro rispetto a molecole a spettro ristretto a livello territoriale (12,3 del 2020 vs dall’11,0 del 2019)

-         Ancora una incidenza bassa del consumo di antibiotici del gruppo Access (<60%) rispetto alla media dei Paesi europei.

 Evelina Tacconelli dell’Università di Verona che coordina il nuovo gruppo di lavoro OPERA (Ottimizzazione della prescrizione antibiotica) di AIFA ha sintetizzato i primi risultati e il programma delle attività.

Il problema italiano non è solo declinabile nell’aumento delle prescrizioni, ma anche da un maggiore rischio di ricevere una prescrizione inappropriata.

OPERA fonda l’efficacia dei suoi interventi su tre pilastri:

-      Documenti pragmatici di indirizzo terapeutico basati sulle evidenze scientifiche.

-      Eventi educativi calibrati per tipo di prescrittore e tipo di molecola.

-      L’ambizione di creare una rete di strutture ospedaliere ed ambulatori di comunità che contribuiscono alla disseminazione e alla implementazione degli interventi.

La priorità è quella di sviluppare delle raccomandazioni basate sulle evidenze di terapia antibiotica per il trattamento mirato delle infezioni causate da batteri Gram negativi resistenti agli antibiotici e creare un corretto posizionamento dei nuovi farmaci, così sono nate le linee guida terapeutiche.

 Nel suo intervento F. Trotta spiega cosa succede in Europa da un punto di vista di HTA, del prezzo e rimborso degli antibiotici. In molti paesi come Svezia e Inghilterra si sta cercando di gestire la parte di P&R in modo da utilizzare al meglio questi antibiotici, dandoli solo a chi ne ha vera necessità, individuando i volumi di fatturato e riconoscendo la ricerca condotto in questo settore.

 Le conclusioni sono state tratte da Benedikt Huttner, esperto dell’Oms, e al Direttore Aifa Magrini.

Magrini sostiene che bisogna avviare programmi specifici per una situazione che rimane sopra la media europea sia per l’utilizzo che per le resistenze. I prezzi troppo bassi possono essere un incentivo all’acquisto: bisogna pensare a politiche sui nuovi antibiotici o che separino il prezzo dalle revenues delle industrie o trovare nuovi modi per approcciare anche questo aspetto. Infine è tempo di riflettere su programmi più ampi alla luce dell’approccio One Health e del cambiamento climatico - rilancia Magrini - svolgendo momenti formativi nelle scuole.

Per ulteriori approfondimenti su Rapporto leggi il post sul blog Pharma Value e scarica il pdf informativo al link: https://pharmavalue.it/luso-degli-antibiotici-in-italia-rapporto-nazionale-anno-2020/

 

Questo articolo è parte della rubrica #appuntidiPharmaValue

Pharma Value crede nel valore della condivisione delle informazioni per questo motivo mette a disposizione del suo target notizie e approfondimenti di studi, dossier e relazioni di eventi ai quali il team partecipa come relatrice o ascoltatrice attiva. È importante condividere informazioni affinché si crei una cultura del regolatorio e aumenti la conoscenza di queste tematiche.

L’osservazione partecipante della governance del farmaco non si esime da un ascolto, una sintesi e un’analisi critica dei diversi scenari, per la comprensione di ogni punto di vista e di un dialogo aperto e significativo con tutte le persone che intervengono nell’interlocuzione.


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