Niente. Il significato del significato raccontato da Janne Teller
Non c’è niente che abbia senso,
è tanto tempo che lo so. Perciò
non vale la pena far niente,
lo vedo solo adesso.
Ecco l’incipit del libro che sto per presentarvi, tagliente e sottile, già dalle prime righe. È come uno schiaffo in pieno volto che si presenta Niente (Intet, premio del ministero della Cultura danese), un piccolo romanzo di sole 119 pagine narrato dall’autrice danese Janne Teller senza peli sulla lingua o fronzoli. A causa di temi definiti scabrosi provocò numerose polemiche, venne bandito da molte scuole norvegesi e tedesche, mentre alcune librerie spagnole e francesi si rifiutarono di venderlo. Beh vero è che non si tratta di una lettura semplice, seppur il tono di voce sia secco e diretto e il linguaggio molto asciutto, è più la questione tematica e narrativa a suscitare emozioni non indifferenti, la più invadente è un’ansia pungente e costante. Il motivo per il quale si decise di bandirlo fu l’inapropriatezza del genere, definito “per ragazzi”.
Janne Teller ci prende per mano e ci mostra passo dopo passo un declino di massa, il passaggio tra innocenza a consapevolezza e paradossalmente da controllo a caos totale. Sono ben resi anche diversi aspetti dell’adolescenza, amplificati proprio a causa della giovane età: la fragilità dell’essere umano, paura, speranza, l’assenza di compromessi in nome di un coraggio precario e provocatorio.
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