Post di Dominique Antognoni

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Mangiare è godere

L’isteria è servita. Gli urlatori in esercizio permanente sono senza voce. Certo, nessuno dà loro retta. Forse per questo continuano a voler dire la loro. Che teneri. Ti vien la voglia di accarezzare i loro volti distrutti dal pianto e dire con voce paterna “Non è successo niente, hai solo fatto un brutto sogno, dai che ti cambio la maglietta che sei tutto sudato”. Si, l’argomento è Forbes. La rivista macina utili e guadagni. E’ una macchina da soldi e fatturato. L’idea dei 25 chef è nelle sue corde. Ogni mese esce un numero speciale pieno zeppo di nomi illustri e pubblicità. I migliori 50 manager, le 100 donne più influenti, le 50 startup e via dicendo. Imprenditorialmente sono dei giganti. Certo, la fama arriva dalla edizione americana, è la rivista che stilla la classifica più ambita, quella dei più ricchi al mondo (no, la classifica sui salvatori del pianeta non c’è, anche perché nessuno ha tempo per carrieristi facili e fandonie). Dunque, chi urla contro la scelta dei 25 più influenti, qualsiasi cosa significhi influenti (spoiler: nulla)? Sbraitano gli esclusi. Non parlo degli chef, a loro importa poco. Per la cronaca, c’erano tutti alla premiazione: manco alla Michelin vedi così tanti. Mi riferisco agli esclusi fra gli addetti ai lavori. Già vedo alcuni, paonazzi: “Non mi hanno chiamato. A me! A me, che do del tu a tutti e mi faccio dei selfie in pantaloncini corti con ognuno di loro”. Vedete il rosso sangue del loro volto? Sì, esatto, stanno per scoppiare. Certo, fa un po' a botte che i 25 siano stati scelti da una rivista di ricette per zie arzille con dei bigodini e per pallide giovani donne che cercano la pace interiore senza riuscirci. Forbes e Cucina Italiana insieme sa di ossimoro, da una parte la rivista dei ricchi, dall’altra quella delle ricette semplici in cinque minuti, ovviamente niente carne e tanta verdurina cruda che fa bene alla pelle delle lettrici. Due volte l’anno la sfoglio per vedere quante pagine pubblicitarie ne possa avere ancora: quasi nessuna, le aziende si sono spostate altrove, d’altronde per leggere di involtini a base di melanzane non c’è bisogno di acquistare una rivista, le aziende cercano altro. Tornando alla frustrazione nemmeno così tanto nascosta degli esclusi: tranquilli, Forbes non ha la pretesa di sostituire la Michelin. Nemmeno i 50 best. Semplicemente fa parte del loro dna inventare dei numeri speciali con l’unico scopo di monetizzare al massimo la situazione. Non importa chi ha scelto i 25, poteva essere anche la prima che passava per strada. Tanto i nomi quelli sono. E’ solo una questione di brand, e gli esclusi dalla votazione stanno con gli occhi fuori dalle orbite per questo motivo: volevano vedere il proprio nome abbinato al Forbes, considerandosi in linea con il target della rivista. Appunto, lo credono loro. E ora cià che dobbiamo cambiarvi di nuovo la maglietta, perché state sudando ancora. #food #chef #cucina #ristorante #forbes #premi #affari #business #classifiche

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Camillo Majer

Senior National Sales Manager @ELCA ACS srl - Founder @Daredevil selling - CEO @F.T.I. - Mobile +39 347 7716383

8 mesi

Aspiro ad entrare in una delle prossime classifiche, naturalmente ai primi posti. Categoria: Rompic……I

💢Gianluca Aliperta

Head of Sales Market Developer

9 mesi

L’unica cosa interessante che vedo è uno splendido AP ref. 26331BA.OO.1220BA.02 41mm oro 18k quadrante Verde Tappiseerie, me coj…😍🤩👍 una sberla da 1/4 di milione. Antonino passa da Breitling ad Audemars Piguet 😉 Disegnato in una notte dall’allora 39enne Gérald Genta, ruppe gli schemi del design nel mondo dell’orologeria e il Royal Oak è diventato iconico, peccato che il 90% dei possessori non capisce una beata cippa di orologeria…🤷♂️

Enrico A.

Food & Beverage; Restaurant Manager;

9 mesi

Fa riflettere

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