A Carassai l'eredità culturale che vuole farsi turismo prende forma in un esperimento sociale.
A Carassai, Sabato 24 luglio dalle ore 18:00, si è tenuto ”La Bombardella Manesca di Rocca Montevarmine” viaggio culturale sulle tracce della prima arma maneggevole al mondo. Non una classica conferenza, l'evento è stato concepito come un esperimento sociale con un non evidentissimo, ma potente valore culturale e turistico. Quella che poteva essere solamente una conferenza di presentazione della ri-scoperta delle tracce documentali di un reperto ottocentesco, da sempre definito come la prima pistola al mondo, si è trasformato in qualcosa di più. Grazie all'impegno di Mariano Pallottini, consigliere comunale, membro dell'Archeoclub e ideatore di un progetto d'impresa turistica basata sull'eredità culturale, una, seppur gradita, in tempi di covid-19, conferenza in presenza, si è trasformata direttamente nel suo format definitivo. Quello a cui è stato dato vita è, per espressa intenzione dell'ideatore, un evento culturale esperienziale direttamente asservibile all'attualissimo compito di costruire turismo sostenibile con la cultura nei borghi. Nulla di clamorosamente innovativo, l'evento è stato gradito per poche ma efficaci soluzioni estetiche e di stile.
Il trasferimento di conoscenza è avvenuto, anche per le limitazioni igenico-sanitarie, tramite due canali principali, la scrittura e la parola. Purtroppo non sono state realizzate esperienze a cui il pubblico doveva prendere parte di persona. Non sono stati utilizzati, seppur non disdegnati, musica ed effetti. Lo scritto ha preso forma di una piccola pubblicazione finanziata dalla locale sede dell'archeoclub, rappresentato della presidente Bianca Virgili, in cui l'autore ha scelto di provare a creare una sorta di breve romanzo storico, in cui elementi documentali supportano una storia che si dipana nei secoli, che usa la non linearità del racconto e le molte immagini per cogliere un risultato di maggior coinvolgimento del grande pubblico, rendendo più fruibile e suggestiva la lettura. La parola è stata mediata da tre personaggi, interpretati dall'oratore acconciato con tre differenti e filologicamente corretti abiti medievali: il popolano, il soldato mercenario e il signore del luogo. Qui il primo risvolto operativo dell'evento. Gli abiti che possono essere musealizzati andando ad arricchire in maniera stabile il già interessantissimo antiquarium locale.
A risvegliare l'attenzione del pubblico, a creare un immaginario quasi onirico nel lungo e complesso viaggio nel medioevo, ci hanno pensato non solo gli insoliti e curiosissimi indumenti del trecento, la sagoma ad altezza naturale del tiranno fermano protagonista della storia locale, Boffo da Massa, la riproduzione del vessillo della libertà, alto simbolo dell'umanesimo politico, ma anche, vera protagonista di giornata, una ricostruzione attenta, una copia non funzionante, della perduta arma medievale. Il racconto, più del libricino, messo in vendita per ripagare le sole spese di stampa, ha cercato di attualizzare i temi mantenendo vitale e suggestiva la storia e ponendo "inevitabili ostacoli emotivi", che caratterizzano le più riuscite forme di turismo esperienziale. Su tutte il parallelismo tra i drammi della peste del 1348, al suo terzo affacciarsi sull'orizzonte degli eventi, e l'attuale pandemia. Un “escamotage catartico” da teatro classico che ha attraversato come un'onda di verbalizzazione l'audience di pochi ma attentissimi astanti.
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La riuscita dell'esperimento sociale sta tutto e proprio nei volti dei partecipanti, nei sorrisi accesi, negli animi sollecitati e sollevati, nella positività dello stesso Sindaco di Carassai, Gianfilippo Michetti, che ha pur introdotto l'evento affermando che di cultura ed eredità culturale si può e bisogna vivere, eppure ha vissuto il pomeriggio come un'epifania.
Quanto descritto è esemplare delle attività basate sull'eredità culturale adattate alla fruizione di un turismo che sappia stupire ed emozionare con storie autentiche. Un progetto che ambisce a trasformare i borghi delle Marche, più sofferenti lo spopolamento, in "parchi esperienziali del patrimonio storico - culturale e tecnologico della Regione".
Se siete interessati ad una partnership, sia essa operativa, media, scientifica o artistica, contattate direttamente Mariano Pallottini.
Agente di Zona Marche ed Umbria presso il Sole 24 Ore - Servizi Professionali - Rete PA, Tecnici & Aziende
3 anniCongratulazioni Mariano Pallottini per il progetto ambizioso e molto interessante.