Via alla “Bellezza divina”: la mostra che parla di Dio

Via alla “Bellezza divina”: la mostra che parla di Dio

Occhi puntati su palazzo Strozzi. Oggi alle 9:00 si da il via a “Bellezza divina“: una mostramolto interessante e particolare con un obiettivo molto alto. Lo sguardo del visitatore si poserà su epoche e modi diversi di rappresentare Dio dove quadri e disegni cercano di cogliere la dimensione religiosa e spirituale dell’artista e così anche le influenze del mercato e le pressioni della Chiesa nel periodo in cui l’opera è stata realizzata. Una riflessione sui rapporti tra arte e sacro a cavallo tra Ottocento e Novecento dove il visitatore potrà osservare oltre 100 opere di artisti italiani ed internazionali tra i quali spiccano i nomi di Vincent van Gogh,Jean-François Millet, Edvard Munch, Pablo Picasso, Max Ernst, Stanley Spencer, Georges Rouault edHenri Matisse.

Interessante vedere e contestualizzare le varie opere – ad esempio è molto evidente come – negli anni cinquanta dell’Ottocento – la Chiesa sia molto importante e con un grande potere di persuasione nelle persone – e come questo vada piano piano ad attenuarsi nel corso del tempo. Nell’Ottocento, ad esempio, la pala d’altare costituisce ancora una forma privilegiata per la sperimentazione formale e nelle opere della mostra si nota bene l’influenza di papa Pio IX (pontefice dal 1846 al 1878) che si impegnò attivamente affinché la pittura religiosa si qualificasse sulle stile naturalista e narrativo della pittura di storia allora in voga.

Il punto di vista della mostra è sicuramente inedito, dove ad opere di artisti famosi si affiancano quelle di pittori minori, ma senza alcun dubbio rubano la scena le opere Angelus di Jean-François Millet in prestito dal Musée d’Orsay di Parigi, la Pietà di Vincent van Gogh dei Musei Vaticani, la Crocifissione di Renato Guttuso delle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e la Crocifissione bianca di Marc Chagall, proveniente dall’Art Institute di Chicago.

Ecco di seguito raccontate alcune delle opere che potrete osservare alla mostra:

William Bouguereau (La Rochelle 1825-1905) Flagellazione di Cristo 1880 olio su tela; cm 310 x 213 La Rochelle, Musées d’art et d’histoire de la Rochelle Il dipinto di Bouguereau – fra i protagonisti dell’Accademia che aveva studiato a Roma i Carracci e le architetture romane – fu criticato al Salon del 1880 per l’estetismo che prevaleva sulla drammaticità del tema, avendo l’artista trasferito nella Flagellazione il clima del quadro da Salon.

Max Ernst (Brühl 1891-Parigi 1976) Crocifisso 1914 olio su tela; cm 55 x 38 Città del Vaticano, Musei Vaticani, Collezione d’Arte Contemporanea Il Crocifisso, tra le poche opere di Ernst di soggetto sacro, documenta gli anni della formazione: consapevole delle proposte dell’avanguardia europea, ma anche memore della pittura di Grünewald, l’artista trasforma i riferimenti in un linguaggio personale. L’opera è raro esempio dei suoi esordi in ambito espressionista, prima della partecipazione ai movimenti Dada e surrealista.

Pablo Picasso (Malaga 1881-Mougins 1973) Cristo crocifisso 1896-1897 olio e carboncino su carta cm 73,5 x 54,4 Barcellona, Museu Picasso, dono di Pablo Picasso, 1970 Picasso esegue questo studio in un periodo segnato dalla copia di antichi maestri, in questo caso Murillo. C’è chi ha visto nella testa del Cristo la raffigurazione di un cane o di lupo, anche se è difficile ipotizzare connotazioni blasfeme in un quindicenne: l’artista, pur noto per il dichiarato ateismo, ha infatti affrontato più volte il tema della Passione.

 

Marc Chagall (Moishe Segal; Vitebsk 1887- Saint-Paul-de-Vence 1985) Crocifissione bianca 1938 olio su tela; cm 155 x 139,8 Chicago, The Art Institute of Chicago, 1946.925, dono di Alfred S. Alschuler Il dipinto, eseguito nel 1938, è un atto di denuncia contro le persecuzioni degli ebrei. Chagall sostituisce il perizoma di Cristo con lo scialle da preghiera, la corona di spine con un copricapo, introduce figure in abiti tradizionali, sinagoghe in fiamme, popolazioni in fuga. Forse è anche il dialogo interreligioso che l’anima, a farne l’opera preferita da papa Francesco.

 

Vincent van Gogh (Groot Zundert 1853-Auvers-surOise 1890) Pietà (da Delacroix) 1889 circa olio su tela; cm 41,5 x 34 Città del Vaticano, Musei Vaticani, Collezione d’Arte Contemporanea Nonostante la vocazione religiosa Van Gogh affrontò raramente soggetti sacri e solo reinterpretando lavori di altri, come la Pietà di Eugène Delacroix, del 1850, di cui possedeva una riproduzione in bianco e nero. A questo Cristo, l’unico da lui raffigurato, dai capelli rossi e dalla barba corta, l’artista ha dato le proprie fattezze, a pochi mesi dal suicidio.

Cosa abbiamo realizzato 

In occasione della mostra abbiamo realizzato una linea di merchandising ad hoc. Di seguito ecco gli oggetti che abbiamo realizzato e che potrete trovare nel loro bookshop. Le frasi che leggete sono dei salmi della Bibbia.

Tazze personalizzate

Magneti personalizzati con frasi in italiano ed inglese

Matite colorate e personalizzate

Shopping bag personalizzate

Specchietti da borsetta

 Cosa ne pensate? Se anche voi state pensando di realizzare una linea di merchandising ad hoc per il bookshop del vostro museo, per l’inaugurazione di una mostra o di un eventodelle t-shirt non esitate a contattarci. Date un’occhiata ai numerosi gadget promozionali che abbiamo realizzato per importanti musei italiani ed europei e lasciatevi ispirare. 

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