NO ALLA PARTITA IVA PER LE ATTIVITA' ASSOCIATIVE DEL TERZO SETTORE In vista della #LeggediBilancio, il Forum Terzo Settore lancia un appello a #Governo e Istituzioni: il nuovo regime #Iva per il #Terzosettore che, in assenza di interventi normativi entrerà in vigore dal 1 gennaio 2025, rischia di causare la riduzione, se non addirittura la cancellazione, di numerose attività e servizi alla cittadinanza, senza peraltro apportare nuove entrate per le casse dello Stato. 💬 “Chiediamo che si trovi una soluzione definitiva a un problema che si trascina e che denunciamo da anni. Temiamo che a livello politico non sia stata compresa l’importanza di questo tema per la #sostenibilità del Terzo settore, dunque anche per la #coesione dei territori, la #partecipazione delle persone e lo sviluppo delle comunità". Qui il testo dell'appello "E' valore sociale, non vendita" 👉 https://lnkd.in/dGDv6vRg #partitaIva #Manovra2025 #associazioni
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Appello importante che riguarda il terzo settore
NO ALLA PARTITA IVA PER LE ATTIVITA' ASSOCIATIVE DEL TERZO SETTORE In vista della #LeggediBilancio, il Forum Terzo Settore lancia un appello a #Governo e Istituzioni: il nuovo regime #Iva per il #Terzosettore che, in assenza di interventi normativi entrerà in vigore dal 1 gennaio 2025, rischia di causare la riduzione, se non addirittura la cancellazione, di numerose attività e servizi alla cittadinanza, senza peraltro apportare nuove entrate per le casse dello Stato. 💬 “Chiediamo che si trovi una soluzione definitiva a un problema che si trascina e che denunciamo da anni. Temiamo che a livello politico non sia stata compresa l’importanza di questo tema per la #sostenibilità del Terzo settore, dunque anche per la #coesione dei territori, la #partecipazione delle persone e lo sviluppo delle comunità". Qui il testo dell'appello "E' valore sociale, non vendita" 👉 https://lnkd.in/dGDv6vRg #partitaIva #Manovra2025 #associazioni
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Oggi troviamo un riferimento diretto anche nella normativa che regola il settore - ETS - Enti del Terzo Settore. Il concetto di "#TerzoSettore" dovrebbe già rispondere a questi problemi, ricordando da dove nasce: "Le teorie che giustificano l'esistenza del t. s. all'interno del sistema economico e sociale sono tradizionalmente divise come segue: 'teoria della domanda' e 'teoria dell'offerta' (Non-profit e sistemi di welfare, 1996). La teoria della domanda viene a sua volta suddivisa in 'teoria del fallimento dello Stato' (Weisbrod 1975) e 'teoria del fallimento del mercato' (Hansmann 1980). Secondo la prima, la fornitura di beni e servizi da parte di un'organizzazione di t. s. risulterebbe generata dall'insoddisfazione (quantitativa e qualitativa) di alcuni consumatori per la produzione (standardizzata) statale, specialmente quando il bene oppure servizio offerto presenta gli attributi di 'bene pubblico'. La fornitura non-profit diverrebbe addizionale a quella statale, e finanziata da donazioni volontarie dei consumatori insoddisfatti, rese possibili dal vincolo di non distribuzione degli utili dell'ente di t. s., il quale promuoverebbe comportamenti di tipo altruistico" Riassumo: "risulterebbe generata dall'insoddisfazione del... 'bene pubblico'" Quindi oltre all'insoddisfazione del servizio dobbiamo anche pagare delle tasse? Cosa ci siamo persi per strada? #leggedibilancio #ONG #ETS
NO ALLA PARTITA IVA PER LE ATTIVITA' ASSOCIATIVE DEL TERZO SETTORE In vista della #LeggediBilancio, il Forum Terzo Settore lancia un appello a #Governo e Istituzioni: il nuovo regime #Iva per il #Terzosettore che, in assenza di interventi normativi entrerà in vigore dal 1 gennaio 2025, rischia di causare la riduzione, se non addirittura la cancellazione, di numerose attività e servizi alla cittadinanza, senza peraltro apportare nuove entrate per le casse dello Stato. 💬 “Chiediamo che si trovi una soluzione definitiva a un problema che si trascina e che denunciamo da anni. Temiamo che a livello politico non sia stata compresa l’importanza di questo tema per la #sostenibilità del Terzo settore, dunque anche per la #coesione dei territori, la #partecipazione delle persone e lo sviluppo delle comunità". Qui il testo dell'appello "E' valore sociale, non vendita" 👉 https://lnkd.in/dGDv6vRg #partitaIva #Manovra2025 #associazioni
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A partire dal 1° gennaio 2025, con l'introduzione del nuovo regime IVA per il #TerzoSettore, gli ETS non commerciali dovranno dotarsi di partita IVA e affrontare numerosi adempimenti burocratici e amministrativi. Questi obblighi risulteranno particolarmente onerosi e difficili da gestire, soprattutto per le realtà sociali più piccole. Le associazioni e gli enti del #TerzoSettore operano senza scopo di lucro, rispondendo ai bisogni delle comunità, sostenendo le persone più fragili e contrastando le disuguaglianze. Associarsi e condividere le spese che si sostengono per i propri soci non è vendere. #partitaIva #Terzosettore #notiziedalterzosettore #fondaizonecomunitaveronese #comunitaveronese
NO ALLA PARTITA IVA PER LE ATTIVITA' ASSOCIATIVE DEL TERZO SETTORE In vista della #LeggediBilancio, il Forum Terzo Settore lancia un appello a #Governo e Istituzioni: il nuovo regime #Iva per il #Terzosettore che, in assenza di interventi normativi entrerà in vigore dal 1 gennaio 2025, rischia di causare la riduzione, se non addirittura la cancellazione, di numerose attività e servizi alla cittadinanza, senza peraltro apportare nuove entrate per le casse dello Stato. 💬 “Chiediamo che si trovi una soluzione definitiva a un problema che si trascina e che denunciamo da anni. Temiamo che a livello politico non sia stata compresa l’importanza di questo tema per la #sostenibilità del Terzo settore, dunque anche per la #coesione dei territori, la #partecipazione delle persone e lo sviluppo delle comunità". Qui il testo dell'appello "E' valore sociale, non vendita" 👉 https://lnkd.in/dGDv6vRg #partitaIva #Manovra2025 #associazioni
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Il Forum Terzo Settore si rivolge ai parlamentari delle varie forze politiche, in vista della scadenza per presentare gli emendamenti alla #LeggediBilancio: si faccia il possibile per migliorare il testo, dal rifinanziamento del fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile al sostegno delle persone fragili. "Tra le nostre proposte ve ne sono diverse che non comportano oneri per lo Stato ma sono fondamentali per la #sostenibilità del #Terzosettore, come quella per il mantenimento dell’attuale regime di esclusione #Iva per le associazioni. Riteniamo incomprensibile che si obblighino le realtà di Terzo settore a farsi carico di costi e oneri burocratici per l’apertura della #partitaIva, pur rimanendo esenti dal pagamento dell’imposta: molti servizi alle persone sui territori rischiano di diminuire o addirittura scomparire a causa del nuovo regime fiscale, che entrerà in vigore da gennaio 2025. Proseguiamo dunque il nostro impegno e lanciamo la campagna social ‘No vendita No Iva’ per chiedere che la #solidarietà non sia equiparata al commercio". A questo link più info e il testo dell'appello “È valore sociale, non vendita. No alla partita Iva per le attività associative del Terzo settore” 👉 https://lnkd.in/dGDv6vRg
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Aderiamo all'appello del Forum Nazionale Terzo Settore “No vendita No Iva” per chiedere di migliorare la Legge di Bilancio, dal rifinanziamento del fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile al sostegno dei fragili. Tra le proposte del Forum ve ne sono diverse che non comportano oneri per lo Stato ma sono fondamentali per la sostenibilità del Terzo settore, come quella per il mantenimento dell’attuale regime di esclusione Iva per le associazioni.
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Le priorità di Avs: sanità, clima e patrimoniale A illustrare le priorirà di Avs è il capogruppo nella commissione Bilancio, Marco Grimaldi: «Nei primi nostri 20 emendamenti “segnalati” abbiamo dato priorità ai finanziamenti per sanità e istruzione, cambiamenti climatici, rischio idrogeologico, congedi di paternità» Ecco poi «una serie di emendamenti molto qualificanti per la nostra azione politica: elevazione dell’aliquota dell’imposta di successione, tassa sull’incremento del margine di intermediazione bancaria per compensare i tagli agli enti territoriali, fondi per lo sviluppo del trasporto collettivo - come quelli per il dissesto del territorio recuperati dai soldi destinati all’inutile Ponte sullo stretto - estensione delle tutele previste per i lavori usuranti al personale sanitario, ai lavoratori agricoli e ai panificatori, messa in sicurezza degli edifici scolastici, sostegno alle testate degli editori non profit e per l’acquisto dei testi scolastici e universitari, completamento delle linee metropolitane di Torino, Milano, Roma, sostegni per i nuclei familiari colpiti dal bradisismo nella zona dei campi Flegrei, assistenza alle vittime di atti di bullismo e cyberbullismo, sostegno dei Centri di recupero degli animali selvatici - per toglierli alla mania omicida di tanti amministratori della destra - monitoraggio delle sostanze PFAS nelle acque destinate al consumo umano, assunzione nella PA, imposta patrimoniale - versione Oxfam - ultimo, ma non ultimo, tutela delle vittime di violenza domestica con fondi per il servizio di sorveglianza elettronica - i famosi braccialetti che il Viminale non rende efficienti»
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Il Terzo Settore penalizzato dalla Manovra: quali sono le criticità? Cosa significa tutto questo per il futuro della solidarietà in Italia? L’intervista a Vanessa Pallucchi portavoce del Forum Terzo Settore ad Avvenire mette in luce problemi cruciali che rischiano di compromettere il lavoro di migliaia di organizzazioni non profit: 5 per mille: il tetto di 525 milioni non copre quanto i cittadini destinano effettivamente. Restrizioni alle spese: limiti basati sulla media dei tre anni precedenti, un ostacolo per acquisti essenziali. Fondo per la povertà educativa: non rifinanziato, nonostante i risultati importanti degli ultimi anni. Rapporto con il governo: il Terzo Settore resta escluso da sostegni concessi ad altri comparti. Riforme bloccate: decreti mancanti su non autosufficienza e disabilità; l’autonomia differenziata aumenterà disuguaglianze territoriali penalizzando il Terzo Settore. Il Terzo Settore ha bisogno di sostegno, non di ostacoli! L’intervista completa: https://lnkd.in/dFyFEgvG
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✅ Il via libera definitivo al dl sul #Terzosettore è un importante risultato, atteso da tempo soprattutto dalle piccole e piccolissime realtà del #nonprofit, che rappresentano la gran parte di questo comparto e che rischiavano di essere penalizzate da alcune norme introdotte dalla riforma del Terzo settore. Le novità presenti nel testo, come quelle sull’iter di accesso al 📋 Registro unico e i vari alleggerimenti burocratici e amministrativi, renderanno più agevoli e sostenibili le attività a favore della collettività svolte dal Terzo settore. Si tratta dunque di miglioramenti rilevanti, che vanno nell’ottica di creare le migliori condizioni possibili per sviluppare e diffondere sempre di più un modello di #economiasociale, di cui tutto il Paese ha bisogno. 👉 Per questo obiettivo abbiamo collaborato a lungo con le istituzioni e in particolare il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ma non si esaurisce il nostro impegno nella direzione di rendere sempre più accessibile la riforma del Terzo settore: attendiamo infatti, nei prossimi provvedimenti utili, ulteriori miglioramenti e semplificazioni per la vita delle organizzazioni sociali.🔽 https://lnkd.in/dk8wrFkC
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P.A.Longobardi (Uil Fpl): Enti locali in ginocchio. "Ci associamo al grido d'allarme lanciato dall'Anci sui tagli insostenibili ai Comuni. Una politica fondata sull'austerity che ha ridotto al 6,5% il peso della spesa locale sulla spesa pubblica, tagli lineari previsti nella manovra 2024 che di fatto incideranno per oltre 1 miliardo di euro nei prossimi anni, limitata manovrabilità delle aliquote fiscali, tra l'altro ai massimi tra Imu e addizionale comunale in molti Enti e taglio di oltre 600 milioni previsto nei prossimi 6 anni del Fondo di solidarietà comunale. Siamo fortemente preoccupati dalla tenuta di molti Comuni, messi in ginocchio da questo Governo." Lo dichiara in una nota la Segretaria Generale della UIL FPL, Rita Longobardi. "Sui Comuni si sta raschiando il fondo del barile, di più non si può tagliare per recuperare nuove risorse-continua Longobardi, che conclude "sono mesi che la Uil-Fpl sta denunciando queste criticita': riteniamo necessario e urgente un concreto intervento del Governo per dare ossigeno ai Comuni e ai dipendenti, che stanno lavorando sotto organico con la conseguente riduzione dei servizi ai cittadini oltre al serio rischio di burn out" @follower @fan più attivi UIL - Unione Italiana del Lavoro #uil #UILFPL
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Oggi su Il Sole 24 Ore la prima pagina di norme e tributi è dedicata alle novità per il terzo settore. Due le novità che a partire dal 2026 cambieranno lo scenario fiscale e per le quali già dal prossimo anno occorrerà iniziare ad organizzare gli enti. La proroga del nuovo regime Iva al 1 gennaio 2026 contenuta nel decreto cd "milleproroghe" e l'autorizzazione UE delle misure fiscali previste dalla riforma del terzo settore ormai in dirittura d'arrivo. Quest'ultima in particolare è destinata a produrre effetti su tutto il terzo settore con l'introduzione di nuovi regimi fiscali e di finanza sociale. Dalla defiscalizzazione degli utili reinvestiti nelle attività istituzionali da parte delle imprese sociali ai nuovi titoli di solidarietà passando per i regimi forfettari per gli ETS. A questi si aggiunge la chiusura, dal 1 gennaio 2026, dell'anagrafe Onlus. Sono ad oggi circa 20 mila gli enti che dovranno trovare un proprio spazio nel Registro del terzo settore pena la devoluzione del patrimonio incrementale. Alle Onlus e alle opzioni per l'iscrizione al RUNTS abbiamo dedicato una riflessione insieme a Maria Carla De Cesari #ilsole24ore
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Diritti umani
5 mesiDove firmare?