La Crisi del Personale Sanitario: una minaccia al futuro del Servizio Sanitario Nazionale

La Crisi del Personale Sanitario: una minaccia al futuro del Servizio Sanitario Nazionale

Negli ultimi anni, il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è stato colpito da una crisi senza precedenti, che ha messo in luce la fragilità delle politiche per il personale sanitario. La denuncia arriva dalla Fondazione GIMBE, che nel corso di un’audizione alla Camera dei Deputati ha illustrato i dati allarmanti sull’evoluzione della spesa, delle unità di personale e delle conseguenze di una programmazione inadeguata.


Una Spesa in Contrazione e un Sistema in Affanno

Dal 2012 al 2023, la spesa per il personale dipendente del SSN è stata sistematicamente sacrificata, passando da 36,4 miliardi di euro a soli 40,1 miliardi nel 2023, con un calo significativo rispetto al potenziale economico che avrebbe potuto essere garantito mantenendo i livelli di spesa del 2012. Tra il 2020 e il 2023, il personale dipendente ha perso oltre 15,5 miliardi di euro, un dato che testimonia il grave impatto economico sulle risorse umane della sanità pubblica.

Parallelamente, le carenze di personale hanno spinto molte regioni ad affidarsi a costosi "gettonisti" reclutati tramite agenzie di lavoro, con una spesa che nel 2023 è raddoppiata rispetto all'anno precedente, raggiungendo quasi mezzo miliardo di euro solo nei primi otto mesi.



Numeri in Calo e Disuguaglianze Regionali

Il totale delle unità di personale dipendente nel 2022 si attesta a 681.855, con una media di 11,6 operatori per 1.000 abitanti. Tuttavia, permangono significative disuguaglianze tra le Regioni: la Valle d’Aosta guida con 17,4 unità per 1.000 abitanti, mentre Lazio e Campania languono rispettivamente con 8,5. Questa disparità si riflette anche nella spesa pro capite per il personale, che varia dai 1.405 euro nella Provincia autonoma di Bolzano ai 559 euro in Campania.



Il Futuro della Sanità Pubblica è a Rischio

La crisi del personale sanitario non è solo una questione numerica, ma investe la qualità del lavoro e la sicurezza delle cure. La crescente disaffezione dei professionisti, spinta da carichi di lavoro insostenibili, mancati rinnovi contrattuali e una programmazione carente, sta rendendo il settore sempre meno attrattivo per i giovani. La situazione è aggravata da episodi di violenza contro il personale e da un sistema burocratico e scarsamente digitalizzato.


Un Appello per il Rilancio delle Politiche del Personale

Secondo Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, è urgente rilanciare le politiche sul capitale umano per rendere nuovamente attrattiva la carriera nel SSN. Tra le priorità: investimenti per aumentare le unità di personale, innovazione nei processi di formazione e valorizzazione delle competenze professionali. Solo così sarà possibile garantire il diritto universale alla tutela della salute e preservare il SSN come pilastro del welfare italiano.


Conclusione

La crisi del personale sanitario è uno specchio delle scelte politiche degli ultimi anni e richiede interventi strutturali immediati. Senza un cambio di rotta, il Servizio Sanitario Nazionale rischia di non essere più in grado di rispondere ai bisogni di salute della popolazione, mettendo a repentaglio il principio fondamentale dell’universalità delle cure.

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#SalviamoSSN

La presente analisi tratta dal comunicato stampa del 09/01 fa parte delle attività di #SalviamoSSN, la campagna della Fondazione GIMBE che con attività di ricerca indipendente, advocacy e comunicazione pubblica si batte dal 2013 per rimettere al centro del dibattito pubblico e dell'agenda politica l'importanza della sanità pubblica e per difendere il diritto costituzionale alla tutela della salute.

La tua donazione ci permette di continuare a lottare per un servizio sanitario pubblico equo e universalistico. Scopri come: www.salviamo-ssn.it

carlo rossi

ex Direttore Fondazione Ospedale Salesi Onlus presso Fondazione Ospedale Salesi Onlus

2 mesi

Concordo

Del grosso

Medico specialista presso Asl fg

2 mesi

E ci credo.hanente distruggerlo per dare spazio al privato

cristina monti

Fisioterapista presso Korian , Medisfera. Gestione Gruppi Posturali. Docente

2 mesi

Tutto vero, ma va tenuto anche in conto che sia la prevenzione che la cura, fino a 20 anni fa avevano protocolli di inferiore costo. Ora , da linee guida internazionali, a parità di patologia, prevenzione e cure sono molto più avanzate, più costose e richiedono controlli più serrati. Moltiplichiamo questo dato con il tipo di popolazione, sempre più in là con l'età, e sfido chiunque che non sia del mestiere a trovare soluzioni. Io sono per una collaborazione seria tra pubblico e privato. Dove è ovvio che gli ospedali grandi facciano soprattutto interventi e ricoveri complessi, e gli ambulatori più prevenzione e esami semplici. Ma unendo le forze, sotto il controllo del Ministero

Dr. Roberto Scarano

Chirurgo generale presso Casa di Cura La Madonnina

2 mesi

Beh in 10 di governo di danni ne han fatti parecchi direi.......e tutti zitti per 10 anni .....ora si.svegliano tutti. Curioso...

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